Spesso nella prima lezione, in particolare con gli allievi principianti di tutte le età, apro il pianoforte e il primo approccio consiste nell’esplorare l’interno dello strumento: il pianoforte è uno strumento meraviglioso e molto articolato: a mio avviso è importante e affascinante toccare con mano, osservare e ascoltare come il suono si produce all’interno della cassa armonica!

Ogni allievo è speciale e diverso dall’altro, è importante per un’insegnante capire quali sono le motivazioni che spingono una persona a prendere lezioni di pianoforte e quali sono i suoi obiettivi: a seconda del tempo che ogni allievo è disposto ad investire nello studio, imposto il percorso didattico, che, per gli allievi più piccoli, può proseguire poi con un eventuale studio accademico in Conservatorio.

Nel mio corso di Pianoforte curo la posizione della mano, la postura e il rilassamento muscolare in modo rigoroso, seguo un’impostazione classica.  Nella scelta dei brani seguo la proposta graduale della Associated Board of the Royal Schools of Music (ABRSM), ma lascio anche emergere il gusto e gli interessi personali degli allievi. Quando lo studio si fa più serio, a scale ed arpeggi si aggiungono specifici esercizi di tecnica.

Un posto importante all’interno della mia lezione occupa la lettura a prima vista, lo studio a memoria dei brani, l’esecuzione ad orecchio e l’improvvisazione musicale guidata, utilizzata soprattutto per sviluppare la creatività e la libera espressione, ma anche come strumento didattico per migliorare un particolare aspetto o risolvere un problema tecnico emerso.

 

Insegnante: Tamagnone Chiara